Terza tappa blogtour Riflessa in una goccia d’acqua di Paola Catozza

Buongiorno miei cari lettori, oggi sono lieta di ospitare una tappa del BlogTour di Paola Catozza, una giovane autrice e mia carissima amica, che ha da poco pubblicato una raccolta di poesie “Titolo” con la Casa Editrice “Las Flaneurs Edizioni”.

La mia tappa, e quindi il contenuto di questo top, non è altro che un’intervista che ho avuto l’onore di rivolgere a Paola.

Quindi, bando alle ciance, cominciamo subito…

1) Ciao Paola, benvenuta nel mio blog, per me è un vero piacere ospitarti e sono lieta che tu abbia deciso di assegnarmi una tappa del tuo tour.

Parlaci di te, aiutaci a conoscerti meglio:

Ciao Laura e grazie a te! Parlare di se stessi non è mai cosa semplice, ma ci proverò lo stesso. Sono una ragazza di diciannove anni, che ama leggere e scrivere. Adoro il mondo della grafica e l’arte in generale. Ho frequentato il Liceo delle Scienze Umane e mi sono iscritta alla facoltà di Graphic design & multimedia. Sono un’instancabile sognatrice.

2) Mi hai rivelato che queste poesie sono nate tra i banchi di scuola, durante i cinque anni di Liceo. Cosa provi, adesso, a sapere che quelle parole così personali oggi sono alla portata di tutti?

È un’emozione che non si può descrivere. Finito il Liceo ho pensato di pubblicarle da sola su amazon e non avevo grandi aspettative. Volevo, infatti, solo mantenere una promessa che mi ero fatta qualche anno prima, ossia stampare queste poesie anche solo per ricordo. Poi ho deciso di tentare lo stesso a mandare a qualche editore il manoscritto e pochi mesi dopo “Riflessa in una goccia d’acqua” è uscito con una nuova veste.

3) Di cosa parli nelle tue poesie?
Parlo di amore, di sogni, di ingiustizie, di lutti e di sofferenze.

4) Qual è il messaggio, qualora ve ne fosse uno, che vuoi inviare ai tuoi lettori?
Il messaggio che mi preme inviare ai lettori è questo: “Credete ai vostri sogni, fino alla fine dei vostri giorni”. È una mia frase, che ho messo anche alla fine del libro. Non bisogna mai smettere di sognare né di fare ciò che ci piace. Bisogna sempre lottare, nonostante tutto e tutti. E bisogna amare, sempre.

5) Cos’è per te la scrittura? Hai mai scritto altro oltre alle poesie? E soprattutto, come è nata l’idea di scrivere questa raccolta?

La raccolta di poesie è nata per puro caso. Un giorno, a scuola, scrissi un pensiero su un foglio. Era il primo anno di Liceo. Dopo quello ne scrissi tanti altri.
Oltre alle poesie mi sono dilettata a scrivere racconti brevi, soprattutto alle medie, ed ora mi piacerebbe provare a scrivere un romanzo! Attualmente sto scrivendo una raccolta di pensieri.
Rispondendo alla tua domanda sulla scrittura, direi che la scrittura è vita. Permette di liberarsi da macigni che appesantiscono il cuore. Il mio motto? “La scrittura, come l’amore, rende liberi”.

6) Ti saresti mai aspettata che una Casa Editrice, se pur ancora poco conosciuta, decidesse di pubblicarti? Ti piacerebbe che il tuo libro venisse pubblicato anche in cartaceo?

In realtà non avrei mai immaginato che un editore provasse interesse per il mio manoscritto. Quando lo inviai a diverse case editrici lo feci senza tante aspettative, ma quando Les Flaneurs edizioni mi comunicò il suo interesse ero davvero felice! Questo è l’inizio della realizzazione di un mio grande sogno.
Il mio libro è stato edito solo in edizione digitale, ma mi piacerebbe molto uscisse anche la versione cartacea: mi è stata chiesto se fosse disponibile, ma ho dovuto negare. Chissà, magari un giorno potrò toccare con mano la mia prima creatura… ad ogni modo è già un grande traguardo essere stata pubblicata!

7) Il web è ormai intasato da autrici e autori self, ovvero che ricorrono all’auto pubblicazione. Qual è la tua opinione riguardo a questo nuovo modo di pubblicare libri?
Credo che il self publishing sia un ottimo modo per farsi conoscere. Purtroppo bisogna capire chi tra tutti gli autori che si trovano su amazon sia realmente uno scrittore valido. Ahimè, si leggono tante recensioni positive a dei libri che non hanno né capo né coda e questo rovina un po’ il mondo del self.

8) Cosa pensi dell’editoria italiana? E cosa consiglieresti alle giovane autrici che hanno scritto romanzi ma non riescono a trovare una Casa Editrice disposta a pubblicarle?

L’editoria italiana premia molto i libri commerciabili e poco quelli validi. Oramai è tutta una questione di marketing e veramente poche realtà editoriali si possono definire serie.
Non credo di essere la persona più adatta a dare consigli, ma sicuramente agli autori in cerca di editore direi di non arrendersi mai: i sogni, prima o poi, si realizzano. Bisogna solo crederci e avere pazienza!

9) Sappiamo bene che sei anche tu una lettrice compulsiva e che gestisci, proprio come me, un blog letterario (LINK) con il quale collabori con diverse Case Editrici. Parlaci del tuo angolino.

Ho creato il blog “Books… what else?” quasi un anno fa. Volevo condividere con quanti amavano la lettura la mia passione per i libri.

10) Hai in serbo nuovi progetti editoriali?

Come dicevo prima attualmente sto scrivendo una raccolta di pensieri sfusi, scomposti… dei piccoli frammenti di infinito, come mi piace definirli. Inoltre ho in mente alcune storie, ma scriverle è tutt’altra cosa! Chissà… magari riuscirò a completare uno dei tanti romanzi che ho iniziato a scrivere 😉

11) Oltre a riservare una passione per la lettura e per la scrittura, ti diverti anche a realizzare cover. Da dove nasce questa passione? E, un domani, vorresti che questa tua passione diventasse un vero e proprio lavoro, magari presso qualche CE?

Ho scoperto la grafica per puro caso e pian piano ho cercato di imparare da sola a usare i programmi di grafica, come photoshop. La realizzazione di una cover è un processo lungo, bisogna scegliere l’immagine, il font, il colore… ma è qualcosa che mi piace fare e che spero diventi un lavoro in futuro.

Grazie Paola e in bocca a lupo per tutto!!!

Grazie a te Laura!

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4 pensieri riguardo “Terza tappa blogtour Riflessa in una goccia d’acqua di Paola Catozza

  1. Molto bella quest'intervista, molto belle anche le risposte.Molta verità tra di esse, come il vasto panorama dei Self, è un mare torbido in cui bisogna nuotare con convinzione per trovare le giuste rotte 😉

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