Lettrice Abusiva?

C’è una persona a cui devo tutto.
Una persona che non ho mai conosciuto, ma che a poco a poco, inconsapevolmente, mi hai incitato, sussurrandomi nelle orecchie qualcosa che suonava più o meno così: “Vai, Laura! Scrivi, pubblica libri, apri un blog. Fai ciò che ti sta a cuore”.

Questa persona è Federica Maneli.

Seguo da anni le sue pagine Facebook e il suo blog su Tumblr. Ho sempre sentito una strana assonanza tra me e le sue frasi. Innumerevoli volte mi sono rispecchiata nelle sue parole e nel dolore che esprimeva attraverso di esse. Inutile dire quanto mi sia stata d’aiuto: grazie a lei ho trascorso gli anni della adolescenza sentendomi un po’ meno sola, un po’ meno inadeguata. Ancora adesso mi capita di sfogliare le pagine del suo libro, che custodisco con estrema gelosia, per ricaricare le batterie e tornare ad affrontare la vita, lottando contro le sue avversità.
Inoltre anche Federica, proprio come me, ama Napoli. Città nella quale torniamo spesso, viaggiando con la mente. Chiudiamo gli occhi e ci immaginiamo lì, in Via Caracciolo, a respirare il profumo di “casa”.

“Portami a Napoli e lasciami lì,
abbandonata a me stessa,
su uno scoglio di Mergellina”.

Per non parlare della passione comune per la scrittura, quel mezzo di comunicazione che ci permette di fare ordine tra i nostri pensieri disordinati, tra i nostri Pensieri Scomposti.
Federica si è sempre definita una Scrittrice Abusiva, perché definirsi semplicemente scrittrice le sembrava troppo per una che mette nero su bianco quello che sente dentro di sé.
E io, in qualche modo, mi sono sempre sentita una Lettrice Abusiva, una lettrice fuori dal comune, che da ragazzina non poteva permettersi di comprare libri e leggeva a “scrocco” quelli della biblioteca o quelli che le venivano prestati. Una lettrice, che a tutt’oggi, non ha una casa piena zeppa di romanzi (fatta eccezione per la saga di Harry Potter e poco altro), ma ha il cloud Kindle colmo di ebook. Una lettrice che quando va in libreria o al Salone internazionale del Libro, se ne esce quasi sempre a mani vuote, ma con la galleria del telefono che trabocca di foto scattate ai romanzi che prima o dopo leggerà.
Ecco perché ho deciso di cambiare nome al mio bookblog. Io qui non sono solo L. Cassie, io qui torno ad essere Laura, la lettrice abusiva.

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